La crittografia oggi
La crittografia a chiave pubblica (RSA) è alla base di tutto il web sicuro: ogni transazione bancaria, ogni comunicazione cifrata, ogni firma elettronica si regge su di essa. Il suo meccanismo è elegante: moltiplicare due numeri primi grandi è operazione istantanea per qualsiasi computer, ma scomporre quel risultato per ritrovare i due numeri originali la cosiddetta fattorizzazione richiede tempi astronomici, anche per le macchine più potenti oggi disponibili.
Questa asimmetria matematica è il lucchetto che protegge i dati. Poiché invertire l'operazione richiede risorse computazionali che nessun attore può permettersi, si può distribuire liberamente una chiave pubblica per ricevere messaggi cifrati, e decifrarli solo con la chiave privata corrispondente.
Lo stesso principio governa varianti come ECC (crittografia su curve ellittiche) e i protocolli di scambio chiavi Diffie–Hellman: difficoltà matematica equivale a sicurezza pratica. Il problema è che questa equazione vale solo finché non disponiamo di computer capaci di risolvere efficientemente quei problemi matematici. E quel computer sta arrivando.
L'algoritmo di Shor
Nel 1994 il matematico Peter Shor dimostrò che un computer quantistico sufficientemente grande è in grado di fattorizzare numeri interi in tempo polinomiale. Con questa scoperta, la base matematica di RSA e di ECC e Diffie–Hellman crollò almeno in teoria.
Per rompere RSA-2048 con l'algoritmo di Shor occorrerebbero circa 4.000 qubit logici con correzione degli errori, equivalenti a milioni di qubit fisici con le tecnologie odierne. I sistemi più avanzati del 2023 superano appena i 1.100 qubit fisici rumorosi. Siamo distanti dalla soglia critica, ma la crescita è impetuosa: da 65 qubit nel 2020 a oltre 1.100 nel 2023.
La questione, però, non riguarda solo il futuro. La strategia "Harvest Now, Decrypt Later" è già in atto: attori malevoli raccolgono oggi grandi quantità di dati cifrati, conservandoli in attesa di avere le risorse quantistiche per decifrarli domani. Dati con lunga vita utile cartelle sanitarie, segreti industriali, documenti militari, chiavi di firma a lungo termine sono già a rischio concreto.
Harvest Now, Decrypt Later. Non bisogna aspettare che i computer quantistici siano pronti per subire danni. Gli avversari raccolgono oggi dati cifrati con algoritmi classici, confidando di poterli decifrare domani con macchine quantistiche. Ogni dato con una vita utile superiore a 5–10 anni è già potenzialmente a rischio.
I numeri
Crittografia post-quantistica
Il NIST (National Institute of Standards and Technology) ha completato nel 2024 la standardizzazione di tre algoritmi crittografici post-quantistici. Si basano su problemi matematici reticoli, funzioni hash per i quali non esiste algoritmo quantistico efficiente noto.
| Standard NIST | Algoritmo | Funzione | Problema matematico di base |
|---|---|---|---|
| FIPS 203 | ML-KEM | Scambio di chiavi / cifratura | Module Learning With Errors (MLWE) - reticoli |
| FIPS 204 | ML-DSA | Firma digitale | Module Learning With Errors su reticoli (Dilithium) |
| FIPS 205 | SLH-DSA | Firma digitale (hash-based) | Funzioni hash crittografiche - nessuna struttura algebrica |
Erede di Kyber, è il nuovo standard per lo scambio di chiavi e la cifratura asimmetrica. Sostituirà RSA e ECDH nei protocolli TLS, SSH, VPN e nelle applicazioni di messaggistica sicura. Offre prestazioni competitive rispetto agli algoritmi classici, con dimensioni di chiave praticamente gestibili.
Erede di Dilithium, è il nuovo standard per le firme digitali. Viene adottato per autenticare software, documenti, certificati e transazioni. È più efficiente di RSA nella verifica e permette firme compatte rispetto alle alternative hash-based, rendendolo ideale per infrastrutture ad alto volume.
Erede di SPHINCS+, è una firma digitale basata esclusivamente sulle funzioni hash, senza struttura algebrica. La sua sicurezza dipende unicamente dalla robustezza della funzione hash usata, una garanzia conservativa che non richiede alcuna assunzione sui reticoli e resiste anche a attacchi quantistici sconosciuti.
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Piano d'azione
La migrazione verso la crittografia post-quantistica non è un progetto futuro: è un'urgenza presente. Ecco le priorità per chi gestisce dati sensibili o infrastrutture critiche.
Identificare dove vengono utilizzati algoritmi a rischio quantistico (RSA, ECDSA, DH, ECDH): nei certificati TLS, nelle firme elettroniche, nei VPN, nelle applicazioni di posta sicura, nelle API e nei sistemi legacy. Costruire una mappa completa e aggiornata è il primo passo irrinunciabile prima di qualsiasi azione.
Avviare progetti pilota per testare gli algoritmi NIST (ML-KEM, ML-DSA, SLH-DSA) in ambienti non produttivi. Verificare la compatibilità con librerie esistenti come OpenSSL 3.x, BouncyCastle e liboqs. La migrazione richiede tempo e va pianificata per gradi, iniziando dai sistemi non critici.
Richiedere esplicitamente ai fornitori di software, servizi cloud e hardware una roadmap concreta di migrazione verso gli standard post-quantistici. Chi non ha risposte chiare entro il 2025 rappresenta un rischio di fornitura che va valutato e inserito nel piano di gestione dei rischi IT.
Dare precedenza assoluta ai dati con vita utile superiore a 5–10 anni: documenti legali, dati sanitari, contratti, chiavi di firma a lungo termine, segreti industriali e proprietà intellettuale. Sono i più esposti alla strategia "Harvest Now, Decrypt Later" già in atto da parte degli attori più avanzati.
«La finestra per agire esiste ma si sta chiudendo velocemente. Chi si muove oggi avrà il tempo di farlo con ordine. Chi aspetta rischierà di farlo in emergenza»Giovanni Maiolo - CEO & Founder, Next Direction Srl
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